Finalmente dal 1 gennaio 2018 è entrata in vigore la riforma della Pac. Ma in cosa consiste questo cambiamento? In questo articolo ti spiego chiaramente tutto ciò che devi sapere sulla nuova Pac.

Del Dott. Francesco Giannetti

nuova Pac

Nuova Pac

È entrata finalmente in vigore la riforma di metà percorso (ex Omnibus) che in molti aspettavano. Nuovi regolamenti, soglie dei costi abbassati, più aiuti per le calamità naturali, più semplificazioni e norme per favorire l’entrata dei giovani in agricoltura. La nuova Pac è una svolta quasi epocale.

Vediamo insieme in cosa consiste.

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  • La semplificazione del greening, grande riforma della Pac. Adesso, i coltivatori che producono Leguminose su oltre il 75% della superficie aziendale sono liberi dall’obbligo di diversificazione (erba medica, soia, fagiolo, trifoglio, ecc.).
  • Non si applicano i limiti stabiliti per la diversificazione colturale nemmeno alle imprese agricole che coltivano colture sommerse (riso) su più del 75% della loro superficie aziendale.
  • Aumento degli aiuti ai giovani agricoltori: è stato estesa la percentuale degli aiuti di base dal 25% al 50%
  • Esteso a 5 anni, dalla data di insediamento, il termine in cui i giovani possono richiedere il pagamento supplementare. Entro tale periodo non vi sarà alcuna riduzione.
  • Eliminati i vincoli minimi di 25 ettari e massimi di 90 ettari: sono stati eliminati tali limiti per la concessione del pagamento supplementare ai giovani imprenditori agricoli.
  • Possibilità di superare il divieto d’uso di prodotti fitosanitari nelle colture finalizzate alla produzione di semi (oleoproteaginose) destinati all’estrazione di oli vegetali o alla trasformazione in mangimi (soia, arachide, girasole, sesamo, cece, ecc.) su aree di interesse ecologico.
  • Aumento della possibilità di accesso agli aiuti di primo insediamento per le cooperative di giovani, o comunque società composte da più giovani.
  • Gestione dei rischi estesa alle assicurazioni: dal 30% scende al 20% la perdita di prodotto necessaria per l’attivazione di rimborso. La nuova Pac, quindi, promuove le assicurazioni multirischio, abbassa i costi per gli agricoltori aumentando dal 65% al 70% il contributo pubblico e aumentando anche il premio in caso di calamità naturale.
  • Regole sulla concorrenza: la nuova Pac permetterà alle organizzazioni di agricoltori riconosciute, alle organizzazioni di produttori (Op) e alle associazioni di organizzazioni di produttori (Aop), di pianificare la produzione e di negoziare contratti di fornitura senza ricadere nelle regole di concorrenza dell’Ue. Inoltre, viene concessa una deroga sulle regole di concorrenza riguardo i prodotti agricoli, rimanendo d’accordo con quando previsto dall’art. 39 del Trattato finanziario dell’Ue.
  • Estensione del pacchetto latte
  • Utilizzo degli aiuti accoppiati alla produzione: la riforma della Pac indice l’attivazione di tali aiuti in funzione anticrisi.
  • Più libertà degli Stati membri sull’utilizzo degli aiuti diretti per quei settori che subiscono crisi di mercato o problematiche specifiche (rischi produzione).

In linea generale, quindi, la nuova riforma della Pac è molto più semplice e comprensibile. Più aperta alle esigenze degli agricoltori. Entusiasti delle riforme anche il governo italiano e Coldiretti. Una nuova Pac che assapora di Italia, grazie al Primo Vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo Paolo De Castro. Proprio De Castro afferma: “Le modifiche apportate saranno il punto di partenza per ragionare sul futuro delle politiche agricole e si integrano con le riflessioni contenute nella comunicazione della Commissione sulla Pac post 2020“.

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