Consulente agronomo, consulente agrario, consulente agricolo: un po’ di chiarezza!

Ti è mai capitato di sentir chiamare la stessa persona con nomi diversi? Ecco, questo è quello che spesso succede a noi Agronomi. Spesso veniamo chiamati solo agronomi, a volte consulenti agronomi, più raramente consulenti agricoli… ma poi alla fine, che differenza c’è tra tutte queste figure professionali? Te lo spiego in questo articolo.

Del Dott. Francesco Giannetti

consulente agronomo

Le differenze

Le differenze tra il consulente agronomo, il consulente agricolo e il consulente agrario non sono molte ed è per questo che in tanti si confondono. Non vi sto a spiegare quali sono i percorsi di studio di chi lavora in agricoltura come professionista, ma quello su cui mi voglio focalizzare è ciò che hanno introdotto la Comunità Europea e il PAN a livello nazionale.

PAN – Piano di Azione Nazionale

Per chi esegue ancora un’agricoltura di tipo tradizionale (convenzionale), i prodotti fitosanitari sono indispensabili per combattere malattie e insetti nocivi. Conseguentemente alla riforma della Comunità Europea riguardo l’uso dei prodotti fitosanitari, ogni stato membro della stessa Comunità ha modificato la propria legislazione, compreso ciò che riguarda l’etichettatura.

Con il D.L. 150/2012, l’Italia ha adottato il Piano di Azione Nazionale (PAN) con cui attua la direttiva europea 128/2009, la quale “istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari”.

Innanzitutto, va chiarito che, secondo il suddetto decreto, la definizione di prodotti fitosanitari coincide con quella di agrofarmaci professionali (prima chiamati pesticidi, fitofarmaci o antiparassitari), cioè: “i prodotti, nella forma in cui sono forniti all’utilizzatore finale, contenenti o costituiti da sostanze attive, antidoti agronomici o sinergizzanti, destinati ad uno dei seguenti impieghi: proteggere i vegetali o i prodotti vegetali […], influire sui processi vitali dei vegetali […], conservare i prodotti vegetali […], distruggere vegetali o parti di vegetali indesiderati […], controllare o evitare una crescita indesiderata dei vegetali […].”.

Insieme all’impiego dei prodotti fitosanitari, la C.E. ha regolamentato anche la classificazione degli stessi tramite il regolamento 1272/2008: questo regolamento ci spiega anche come leggere l’etichetta di un agrofarmaco e quali sono le figure professionali che possono utilizzare, vendere e consigliare prodotti fitosanitari.

consulente agronomo

Consulente Agronomo

Dire “Consulente Agronomo” è sbagliato. In realtà un agronomo è una persona che, dopo essersi laureato, ha sostenuto un esame di abilitazione per l’iscrizione ad un albo: Albo dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali. L’agronomo è ovviamente, in certi casi, anche consulente. Lo diventa in particolar modo quando non solo ci rivolgiamo a lui per acquisire i contributi del PSR, ma anche quando gli chiediamo semplici suggerimenti su cosa fare in determinate circostanze.

Consulente Agrario

In realtà questa è una figura che non esiste a tutti gli effetti e viene utilizzata involontariamente per indicare il Consulente Agricolo. In altri casi, invece, sta ad indicare altri 3 profili professionali molto comuni (di cui esiste un albo): Periti Agrari, Agrotecnici e Agrotecnici Laureati.

consulente agronomo

Consulente Agricolo

Il Consulente Agricolo, secondo la direttiva della Comunità Europea di cui parlavamo sopra, è una figura ancora superiore a quelle appena elencate. Il Consulente Agricolo non solo può essere agronomo, perito, agrotecnico, ecc., ma è oltretutto “in possesso del certificato di abilitazione alle prestazioni di consulenza in materia di uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e sui metodi di difesa alternativi“.

consulente agronomo

Come sostiene la Regione Toscana (e in generale tutte le regioni):

  • A decorrere dal 26 novembre 2015, il certificato di abilitazione alla consulenza costituisce un requisito obbligatorio per svolgere attività di consulente nell’ambito della difesa fitosanitaria a basso apporto di prodotti fitosanitari, indirizzata anche alle produzioni integrata e biologica, all’impiego sostenibile e sicuro dei prodotti fitosanitari e ai metodi di difesa alternativi.
  • Rappresenta un requisito obbligatorio anche per i soggetti che forniscono tale attività nell’ambito di progetti o di specifiche misure a ciò finalizzati ed incentivati dalle regioni e province autonome.
  • Su richiesta, il certificato di abilitazione all’attività di consulente deve essere esibito agli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari.
  • Allo scopo di facilitarne l’individuazione, le regioni e le provincie autonome possono rilasciare lo specifico certificato anche sotto forma di badge che deve essere mostrato dal consulente ai fini dell’identificazione.
  • La formazione e la relativa valutazione finalizzata al rilascio del certificato di abilitazione all’attività di consulente valgono anche come formazione e relativa valutazione finalizzata al rilascio del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Considerata la sostanziale uniformità dei percorsi formativi, esse valgono anche come formazione e relativa valutazione finalizzata al rilascio del certificato di abilitazione alla vendita.
  • Possono accedere ai corsi di formazione per il rilascio del certificato che abilita all’attività di consulente i soggetti in possesso di titoli di studio, diplomi o lauree, in discipline agrarie, forestali, a condizione che abbiano un’adeguata conoscenza in materia di difesa integrata e sulle materie elencate nell’allegato I al D,lgs 150/2012, comprovata dalla frequenza ad appositi corsi con valutazione finale”.

Ecco quindi che la figura del Consulente Agricolo diventa di maggiore importanza rispetto a quella del Consulente Agronomo e Consulente Agrario. Questi ultimi due, infatti, pur essendo iscritti al rispettivo Albo professionale, NON possono in alcun modo attivare la propria consulenza in ambito di prodotti fitosanitari nei confronti di qualsiasi tipo di attività agricola.

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